Ma quindi chi è che diceva le bugie?

22 Nov

Intorno alla questione della scuola materna si è sollevato da tempo un gran polverone (alcune puntate precedenti: qui e qui). Ora ci arriva la risposta da nientepopodimeno che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e indovinate a chi dà ragione…

Al Consiglio di Amministrazione della Fondazione che parlava di bugie e false informazioni? Al Sindaco Calvi che ha affermato alla stampa locale che il concorso si è svolto in maniera regolare? All’assessore Cirtoli che ha sostenuto che chi è stato assunto aveva addirittura maggiori titoli rispetto a quelli richiesti dal Ministero?

No. A quanto pare avevamo ragione noi.

Il Dipartimento per l’istruzione del Ministero, infatti, precisa che per essere valido il diploma linguistico sperimentale deve riportare la dicitura “maturità magistrale ad indirizzo linguistico” perché solo questi assicurano un idoneo percorso di studio e di preparazione all’insegnamento.

Non che noi avessimo dubbi. A luglio, prima che uscisse la prima circolare, l’intepretazione dell’Ufficio Scolastico era la stessa:  con diploma di liceo linguistico non è possibile insegnare.

Sia l’assessore Cirtoli, che il presidente Cagna hanno avuto segnalazione non solo dal Consigliere Melini, ma anche dal dott. Cremaschini (UST) e dalla dott.ssa Cappella (USR). Hanno deciso di muoversi diversamente, forzando le regole, ammettendo con riserva la nuova insegnante e  pregiudicando in questo modo la graduatoria del concorso.

Amministrare un paese vuol dire anche dover compiere scelte difficili, ma spesso ci si dimentica che basterebbe usare ragionevolezza e attenzione per il bene della comunità; insomma, spesso basterebbe lo spirito del “buon padre di famiglia”.

Il percorso da seguire era semplice: potevano fare istanza scritta all’UST allegando curriculum e copia del diploma dei soggetti; l’UST avrebbe risposto con competenza ed escluso chi non era abilitato all’insegnamento.

Ora la graduatoria è ancora valida? Rifaranno un concorso (magari con più attenzione, stavolta)? Chi pagherà eventuali danni dovuti ai contenziosi legali? Chi si assume la responsabilità politica delle scelte avventate di un CDA che gestisce una grande quantità di denaro pubblico? Chi è responsabile dimostrerà abbastanza buon senso da rassegnare le proprie dimissioni?

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