Taroccata anche la seconda fidejussione per il centro commerciale

30 Nov

centro

Rivolta, 30 novembre 2012 – Il centro commerciale in fregio alla rivoltana abortirà prima della sua nascita? E’ molto probabile dato che anche la seconda fidejussione presentata dal lottizzante Moina Srl è “tarocca”. Lo ha scoperto il capogruppo di Rivolta delle idee, Giacomo Melini, che ora chiede all’Amministrazione comunale di cancellare definitivamente l’opera.

Niente più centro commerciale a nord del paese dunque? Sembra proprio di sì, il caparbio consigliere di sinistra che da sempre lo osteggia è andato a fondo dell’intero progetto, portando alla luce tali e tante magagne da metterlo seriamente a rischio.

Ma andiamo con ordine. L’accordo di programma sottoscritto il 24 settembre 2012 dalla precedente Amministrazione Grillotti prevede che, a garanzia delle opere di urbanizzazione e degli obblighi assunti con la sottoscrizione dell’accordo stesso, la Moina Srl debba presentare una polizza fidejussoria pari a 5.229.574€.

Ebbene, la società ne ha presentata una il 22 gennaio 2011 sottoscritta con la Fi.Lo.Verde Spa che scadeva il 13 gennaio scorso ma tacitamente rinnovabile fino al 13 gennaio 2013. Lo scorso 18 maggio però, Melini ha fatto scoppiare la prima bomba scoprendo che tale società il 1 luglio 2011 era stata cancellata dal registro delle imprese di intermediazione finanziaria attivo presso la Banca d’Italia. Non solo. Era saltato fuori anche che era stata condannata più volte per inadempimenti dall’Arbitro bancario finanziario di Milano.

Cambiata la maggioranza, il sindaco Fabio Calvi aveva in seguito fatto sapere di aver ricevuto rassicurazioni dalla Moina Srl ma ancora una volta Rivolta delle Idee ha sentito puzza di bruciato e questa volta il centro commerciale sembra davvero porre le sue basi sulle sabbie mobili.

Svolte alcune verifiche sul sito internet della Banca d’Italia il consigliere di minoranza ha chiesto conferma dei suoi sospetti all’istituto di credito che li ha confermati: la seconda fidejussione è carta straccia perché la società che l’ha emessa, la Cofintrade Scpa “non è mai stata abilitata allo svolgimetno dell’attività di rilascio garanzie nei confronti dell’Ente pubblico”.

“Il promotore aveva rifilato alla precedente Amministrazione una fidejussione emessa da una società non propriamente onorabile e quella attuale, solerte, solo dopo quattro mesi che lo segnalavamo al mondo intero, ha richiamato il lottizzante a presentare qualcosa che somigliasse a una fidejussione buona – commenta Melini – In altre parole abbiamo messo su un piatto d’argento l’occasione per cancellare l’errore di costruire un abominio sul nostro territorio. Ebbene, dopo diversi tentativi, la magigoranza è invece riuscita ad ottenere un altro atto a garanzia dei lavori per la realizzazione del centro commerciale. Peccato che anche questa fidejussione sia taroccata e il Comune ha preso un’altra bidonata”.

“La cosa che infastidisce maggiormente, e lo diciamo da cittadini rivoltani, è che in Comune, dopo la prima esperienza di garanzia inesistente, a nessuno è venuto in mente di controllare se la nuova fidejussione fosse valida. Non ci voleva Einstein per scrivere due righe in tal senso all’unico organo di vigilanza nazionale. Cosa aspetta l’Amministrazione a toglierci ogni dubbio sulle sue intenzioni, dando un taglio a questa storia e a non caricare sulle spalle del territorio rivoltano il centro commerciale?”

Monia CasarottiGiornale di Treviglio, p.50

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: