Un po’ di storia…

10 Set

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Tanto tempo fa, nel comune di Rivolta d’Adda, si insediò una giunta, nelle cui fila c’erano il dott. Calvi, il dott. Ing. Carera, il dott. Ing. Palella ed il sig. Cirtoli. Finalmente avevano la possibilità di amministrare il paese dopo 10 anni di mandato del senatore Grillotti.


Ovviamente non si sono lasciati sfuggire l’occasione di realizzare opere mirabili, come la fantastica tettoia di lamiera verde davanti alle scuole elementari. Opera di ingegno e bellezza senza eguali. Si nota subito come si armonizza perfettamente con l’edificio della scuola di epoca fascista. Una struttura ardita che, con lo scopo di proteggere l’ingresso, ne lascia scoperto proprio il centro. Per contenere l’impatto visivo l’hanno pensata alta quasi due piani con un’inclinazione delle falde tale da permettere alla pioggia, sospinta da un po’ di vento, di raggiungere qualsiasi persona cerchi riparo sotto la lamiera. Per non parlare della sicurezza: cosa c’è di meglio di una serie di pilastri in acciaio a doppia “T” a sostegno del “tetto”? Nessuna figura ha più spigoli taglienti di quella e, si sa, posizionarne in serie all’ingresso di una scuola elementare è una pensata fenomenale. Adesso però li rivestono con la gommapiuma…materiale tra i più durevoli al mondo!!!
E poi, l’opera massima, quella che gli è costata la penultima tornata elettorale: la piazza.
Dopo un concorsone bandito in pompa magna ed aver selezionato un progetto redatto da un prof. del Politecnico di Milano, hanno avuto l’audacia di mettere mano al centro di Rivolta.
Prendendo solo le parti peggiori del progetto vincitore, hanno meramente sostituito la pavimentazione esistente con una bella spianata di pietra cinese. Talmente pregiata che la soprintendenza è corsa subito ad esprimere i propri complimenti alla giunta…chissà chi ha pagato la sanzione poi…
Grazie a dei piccoli gradini nascosti nella tinta unita della piazza, sono riusciti ad offrire a tutta la cittadinanza l’opportunità di cadere e farsi male, anche camminando o pedalando in bicicletta.
Non avendo il coraggio di chiudere il centro storico al traffico veicolare hanno creato un ibrido, permettendo ai mezzi di passare solo in una parte della piazza e cercando di scoraggiare qualsiasi automobilista incasinando al massimo i sensi unici del centro. Il risultato è stato che nè i pedoni né le auto sapevano bene dove dovevano stare. Più che il salotto di Rivolta hanno creato uno scantinato…
L’opera sta dimostrando la sua durata: si stanno già sollevando gli elementi in pietra con cui è fatta la pavimentazione.
Anche urbanisticamente ci sono spunti di notevole valore, come l’operazione per spostare il Molino Seragni fuori dal centro. Il comune ha previsto una lottizzazione industriale di oltre 70.000 mq lungo via Casirate. La società quindi ha acquisito le aree da urbanizzare, ma si è tenuta il mulino dove sta.
I rivoltani, entusiasti di quella amministrazione l’hanno prontamente cambiata alla prima occasione, facendo tornare la giunta Grillotti, che ha immediatamente riaperto il centro storico alle auto. Per via di scelte sbagliate e di errori macroscopici (non certo per i meriti dell’allora opposizione), come la vendita dell’Ariston ed alcune scelte urbanistiche quantomeno discutibili (vedi centro commerciale) tale giunta non è stata più rieletta.
Ma alle ultime elezioni, ecco il nuovo che avanza. Volti nuovi, promesse nuove, tanto dinamismo, molta trasversalità politica, entusiasmo alle stelle…ecco che appare una nuova lista: Rivoltiamo. Ecco che appare una nuova giunta, composta da gente nuova: il dott. Calvi, il dott. Ing. Carera, il dott. Ing. Palella ed il sig. Cirtoli.
Tutti si pensava che la prima mossa fosse quella di riportare la situazione viabilistica del centro storico allo stato originario. Invece, forse si sono accorti anche loro che non era cosa buona e hanno risparmiato ai rivoltani un’altra trovata mirabolante.
A far comprendere immediatamente il profondo feeling che c’è tra questa amministrazione e le fondazioni operanti sul territorio, hanno cercato subito di migliorare il servizio scolastico offerto, assumendo con (ma anche senza) concorsi spericolati personale non qualificato e senza titoli alla scuola materna. Situazione ripresa immediatamente dal provveditorato della Lombardia che ha costretto ad allontanare il personale non idoneo.
Dopo 2 anni di immobilismo ecco che si mettono all’opera, si costruirà un nuovo asilo. Per completare il proposito di distruzione della zona dove c’è la scuola elementare, iniziata con la tettoia di lamiera, hanno pensato bene di edificare nello spazio verde un altro edificio. Naturalmente si parla già di una costruzione di pregio architettonico, sarà costituita da pannelli prefabbricati e con un impianto fotovoltaico sul tetto, sarà bella ed accogliente ed avrà pure le finestre, all’esterno ci saranno centinaia di centimetri quadrati di verde. Stiamo già pregustando lo splendore. Già che ci sono costruiranno pure una mensa scolastica, segando il bosco dei tigli accanto alla scuola, così la distruzione sarà completa!
Per finanziare tutto servono un mare di soldi e dove prenderli se non nelle tasche della Fondazione S. Maria e Berinzaghi, che è lì da oltre 300 anni ad aspettare solo questo? In cambio di un bel po’ di fasce di rispetto stradali, si intende. Un’operazione che crediamo costerà molto cara alla suddetta istituzione, non solo in termini economici ma anche in termini di solidità. Ci auguriamo che il CDA abbia la coscienza necessaria per scongiurare il rischio di una prematuro fallimento della fondazione, le cifre in gioco sono veramente molto elevate. Come può essere venuta un’idea così pericolosa di far costruire una scuola alla fondazione in cambio di terreni in fascia di rispetto? La scuola, dopo alcuni anni, resterà al comune e non alla fondazione! Chi gestirà la scuola, visto che non può farlo la fondazione in quanto non previsto nel suo statuto? Temiamo che per conoscere la risposta a questa domanda dovremo assistere a dei numeri da circo…
E mancano ancora quasi 3 anni alla scadenza del mandato di questa nuova giunta…

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