Ma lasciate stare…

19 Giu

Maalox_plus_grandeSiamo già oltre la metà del mese di giugno e del bando di gara per la costruzione e gestione del nuovo asilo ancora non c’è traccia.
Qualcosa ci fa pensare che quelli di Rivoltiamo abbiano capito che per attuare quanto hanno in mente di fare con la nuova scuola materna, serve bandire una gara dal valore astronomico, forse anche superiore ai 10 milioni di euro! Tra il costo per la realizzazione dell’opera e la gestione per 20 o 30 anni, al contributo di 200.000 euro l’anno (cifra che viene corrisposta attualmente dal comune alla fondazione che gestisce l’asilo), i conti sono presto fatti. Senza considerare la conduzione della mensa e le spese di progettazione. Nella fattispecie questo tipo di appalto, in gergo tecnico, si definisce “di concessione di lavori pubblici”, previsto dal D.Lgs. 163/2006 (codice degli appalti).
Qualche mal di pancia crediamo proprio che lo stiano soffrendo, infatti il bando che stanno preparando dovrà, obbligatoriamente, essere di rilevanza europea. Tralasciando i problemi di costituire una sorta di raggruppamento composto dall’ ex Eca, la fondazione asilo, un costruttore ed un gruppo di progettisti qualificati, nessuno si è mai posto il problema che, forse, in qualche angolo d’Europa ci potrebbe essere una società interessata a partecipare a questa gara d’appalto? Magari anche solo per cominciare a costruire in Italia. Che fine farebbe la fondazione asilo? Ed il personale in essa impiegato? Probabilmente non prenderebbe più la somma che percepisce attualmente dal comune e dovrebbe aumentare le rette. Da un solo asilo ne avremmo addirittura due!!!
E se la società aggiudicatrice cominciasse i lavori e non li portasse a termine? Vi immaginate i nostri assessori, prendere la valigia, e partire per qualche paese europeo per chiedere di finire i lavori della scuola a Rivolta d’Adda? Probabilmente avremmo uno scheletro proprio nel mezzo delle nostre scuole con la conseguenza di trovarci irrimediabilmente distrutto lo spazio verde che c’è ora. Sono scenari tetri, ma prima di partire in bandi ed aggiudicazioni spericolate, sono riflessioni da fare.
Forse non è sufficiente, come deterrente verso alcune imprese, prevedere il pagamento dei lavori con delle banchine stradali.
Oltretutto hanno già avuto un’esperienza catastrofica con la piazza di Rivolta, irrimediabilmente compromessa da una pavimentazione orrenda e da un’organizzazione degli spazi inesistente.
Anche nei piccoli episodi, emerge la pericolosità della gestione della cosa pubblica. Infatti, qualche giorno fa sono riusciti ad asfaltare, in qualche modo e con grande sforzo (vista la difficoltà economica), alcune strade del paese che avevano veramente bisogno di una sistemata. Dopo 10 giorni, cosa fanno in via Stampa? Un bello scavo trasversale che taglia e rovina la strada appena asfaltata…
Ma con queste premesse, non vi conviene lasciare stare tutto così com’è e pensare a qualcos’altro? Siete ancora in tempo!!!

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