Archivio | dicembre, 2014

L’ATR1 non s’ha da fare…

5 Dic

MasterplanCosì ha sentenziato il presidente della commissione edilizia, dott. Arch. Angelo Manfredi.
Inutile il parere favorevole degli altri membri della commissione, quello che conta veramente è ciò che pensa il presidente.
A sostegno delle sue motivazioni, ha fatto allegare al verbale della commissione una memoria scritta di due pagine. Gli altri componenti si sono espressi in poche righe, chiarendo il proprio parere sul contenuto del piano generale, studiato per approfondire gli aspetti dell’area di espansione a sud di Rivolta, denominata ATR1 (Ambito di Trasformazione 1).
Manfredi ha preferito invece disquisire, innanzitutto, sulla legittimità di un piano (il cosiddetto Masterplan) che ha ottenuto la condivisione della giunta comunale. Si legge sul verbale della commissione che il masterplan, a detta dell’architetto, è contrario a tutta una serie di prescrizioni contenute nel PGT. Ma quello che emerge in un tratto del testo è la preoccupazione per quei terreni edificabili che non sono ancora stati sfruttati in altre parti del territorio e per gli alloggi invenduti. Veramente un pensiero carino da parte del tecnico che è stato parte attiva del processo di edificazione di Rivolta in questi anni. Crediamo fermamente che sia anche un pensiero assolutamente disinteressato.
Noi siamo contrari alla cementificazione del suolo ma, in questa sede, ci domandiamo come faccia un’amministrazione comunale a vietare ad un privato cittadino di esercitare un proprio diritto: quello di edificare un’area appositamente destinata. Ci chiediamo anche con che faccia si presenterà la giunta di fronte ai richiedenti del piano di lottizzazione. Infatti, questi, hanno aspettato inutilmente un anno e si sono sobbarcati pure l’onere economico di presentare un masterplan (ottenendo il benestare della giunta), per poi sentirsi dire che non possono più edificare per motivi di ordine superiore non ben definiti.
Il dott.arch. Manfredi cita, con grande padronanza della materia urbanistica, una legge sulla riduzione del consumo di suolo, discussa in consiglio regionale il 19/11/2014 e pubblicata il 28/11/2014, portandola a sostegno della propria teoria per la riduzione del consumo di area agricola. Non sapendo però che l’art. 5 della suddetta legge regionale consente, di fatto, una proroga per ancora diverso tempo (minimo un anno) dei contenuti del documento di piano, conservando in tal modo la vocazione edificatoria delle area già individuate.
Non è nostra competenza però discutere di argomenti che non conosciamo bene come l’architetto, quello che rileva è che ancora una volta la commissione edilizia ha inguaiato per bene la giunta Rivoltiamo, questa volta la minaccia è ancora più seria perché viene proprio dal presidente della prestigiosa commissione. Insomma, questo ATR1 non s’ha da fare e basta!

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Stanno ipotecando il futuro dei rivoltani per i prossimi 30 anni

1 Dic

DraculaIl titolo potrebbe far pensare ad uno slogan sensazionalistico, invece è proprio quello che sta facendo l’amministrazione di Rivoltiamo.
Siamo infatti in possesso del parere economico finanziario sulla fattibilità dell’intervento per la realizzazione della nuova scuola materna.
Nel parere viene indicato l’ammontare della rata che dovrà essere corrisposta all’aggiudicataria del fantomatico, quanto improbabile, appalto per la realizzazione e gestione della nuova scuola. La somma contenuta nel documento fa tremare i polsi e dovrà essere corrisposta dal comune per 30 anni.
Certo, l’ente non avrà più l’onere di sborsare i 250.000 euro, che attualmente sta dando alla fondazione ex-ECA per la gestione dell’attuale asilo. E’ un grandissimo risparmio, non c’è che dire, una strategia da vero dirigente in carriera. Peccato che a fronte di questo risparmio, è previsto un esborso di quasi 600.000 euro all’anno fino al 2022!!! Poi la spesa si ridurrà a “soli” 437.000 euro annuali!!!!!!
E dove troverà il comune tutti questi soldi? Ma naturalmente, come si legge nel parere, aumentando fino al livello massimo consentito il prelievo fiscale sui contribuenti rivoltani. Nello specifico è previsto di aumentare l’addizionale IRPEF fino al tetto massimo dello 0,8% e di incrementare la TASI fino al limite estremo del 6 per mille (attualmente l’aliquota vigente a Rivolta è 1,7 per mille). Con qualche mutuo che viene a spegnersi e un po’ di fortuna (sperano molta), in soli 30 anni terminerà anche il salasso previsto da Rivoltiamo.
Con questa abile operazione, l’attuale amministrazione, ingesserà i futuri bilanci per i prossimi 3 decenni, costringendo le amministrazioni che succederanno a sobbarcarsi le conseguenze di questa scriteriata condotta.
Comprendiamo meglio perché l’assessorato ai lavori pubblici ha già rinunciato a redigere il piano triennale delle opere pubbliche, è solo per abituarci a quello che sarà possibile fare per i prossimi 30 anni: nulla!
Siamo convinti che questa sia la strada sbagliata, il suicidio politico di un’amministrazione che ormai ha perso quasi 4 anni a rincorrere un sogno che non potrà realizzare. Per i rivoltani più che un sogno, sta trasformandosi in un incubo da evitare, fatto di tasse e sprechi di denaro pubblico.
La dimostrazione di un’inconsistenza politica e di idee, palesata dai fatti e dalle promesse mai mantenute. Ora ipotecano anche il futuro del paese.
Consoliamoci che neanche a novembre sono riusciti a pubblicare il bando…