Archivio | aprile, 2015

Nello scorso Consiglio Comunale…

7 Apr

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L’altra sera si è tenuto il consiglio comunale, nel cui ordine del giorno c’erano due importanti punti: l’adozione del “Masterplan” della zona di espansione di Rivolta e l’approvazione della modifica al piano triennale delle opere pubbliche.
Inutile dire che anche in questo caso è risultata evidente l’approssimazione con cui la giunta di Rivoltiamo amministra il nostro paese (secondo il sindaco ed alcuni esponenti del movimento di maggioranza, popolato da maleducati e retrogradi, come già espresso qui).
Il masterplan è in sostanza un piano urbanistico di coordinamento, che dovrebbe favorire l’urbanizzazione dell’ ampia zona di espansione posta a sud di Rivolta, denominata ATR1 (ambito di trasformazione numero 1). E’ giusto che, se c’è anche un solo soggetto che voglia sfruttare la possibilità edificatoria offerta dal PGT, possa iniziare a costruire legittimamente.
Durante il dibattito abbiamo proposto delle modifiche al piano, in considerazione dei pareri rilasciati dagli uffici comunali e dagli enti gestori di servizi (SNAM, ENEL, ecc…), che in sintesi possono essere così elencate:
1. modifica alla viabilità prevista al fine di renderla più funzionale ed efficiente;
2. non creare due aree con funzione analoga. Un’area dedicata alla fiera di S. Apollonia ed una per le feste. La prima si tiene una volta all’anno mentre le altre, che non sono così numerose, possono essere svolte sulla medesima area in quanto si tengono in periodi dell’anno diverse. Non buttiamo inutilmente denaro per attrezzare due aree quando ne basta una!
3. Creare piuttosto un’area verde di mitigazione tra la campagna ed il futuro costruito, realizzando e valorizzando contemporaneamente un percorso che costeggia la roggia Rivoltana (già in qualche modo iniziato nella contestata lottizzazione di via Dante) e che porta proprio nella nuova area verde.
4. Inserire una normativa tecnica specifica per l’intervento, che vada a specificare meglio quella del PGT. Sarebbe possibile mitigare l’impatto del costruito con la campagna, regolare lo skyline della nuova espansione, prevedere dei fronti uniformi verso le direttrici principali, nord-sud ed est-ovest. Inserire degli incentivi per tutti quelli che realizzeranno edifici particolarmente virtuosi sotto il profilo del consumo energetico (come per esempio la realizzazione di passive house). Insomma, tutto quello che, senza andare in contraddizione con il PGT, permetta di guidare l’espansione del paese evitando gli errori già commessi nelle precedenti lottizzazioni (vedasi quella di via Dante, dove edifici pluripiano e abitazioni basse e di piccola dimensione convivono in uno strano equilibrio).
5. Dedicare maggior attenzione alla perequazione delle aree in quanto, quella prevista, non è convincente e rischia di bloccare tutto l’ambito, rendendo irrealizzabile l’espansione qualora non partano, entro breve periodo, tutte le lottizzazioni in esso previste. E’ necessario ragionare maggiormente per trovare sistemi più funzionali per l’amministrazione.
Ovviamente nulla di quello che è stato proposto è stato accettato…
Nella discussione è però emerso un particolare, se così possiamo definirlo, che ha lasciato un po’ di sconcerto. Il piano che si stava adottando quella sera non ha la condivisione formale dei proprietari. Cioè nessuno dei futuri lottizzanti ha sottoscritto il piano, che è stato presentato loro soltanto in occasione di un incontro. In sostanza, il comune sta pianificando una cospicua parte di territorio, ad un livello di maggior dettaglio rispetto al PGT, con un assenso dei proprietari espresso soltanto oralmente o per alzata di mano, ovviamente senza alcun verbale. Secondo noi questo è grave e potrebbe, in futuro creare qualche problema all’amministrazione.
Ciò rende ancora più evidente la prassi consolidata dell’amministrazione di Rivoltiamo. Con il piano di coordinamento c’era la possibilità di prendere in mano la situazione urbanistica di Rivolta: pianificare un grandissimo ed importantissimo ambito di espansione. Forse il fulcro della strategia politica ed amministrativa del paese per i prossimi anni. Cosa ha pensato invece la giunta: di lasciare l’iniziativa ad un privato, il cui unico scopo, giustamente, è quello di poter iniziare a costruire ed a vendere le aree che stanno diventando un fardello troppo oneroso da mantenere (ICI). E’ questo stare a guardare che sta distruggendo la maggioranza ed il paese, una maggioranza spaventata da una lettera letta in pubblico in occasione di una delle rare iniziative pensate: “Rivolta perché no?”
Verrebbe voglia di rispondere all’interrogativo dello slogan dicendo che a Rivolta è meglio di no perché non esiste una regia, non esiste un governo del territorio. Un’amministrazione che lascia pianificare il territorio a qualcun altro al suo posto, non merita di gestire un paese. Oltretutto si è portato in adozione un “piano” che non ha neppure l’approvazione degli interessati. Nemmeno c’è stata la volontà concreta di far partecipare attivamente i proprietari.

Il secondo punto importante discusso in consiglio è stato la modifica del programma triennale delle opere pubbliche (POP). Inserito in gran fretta per consentire all’amministrazione di partecipare ad un bando regionale per il finanziamento del loro sogno nel cassetto: la nuova scuola materna.
Era talmente l’entusiasmo di partecipare al bando che l’argomento è stato inserito pochi giorni prima della seduta di consiglio, ed il relativo materiale è stato messo a disposizione ai consiglieri di minoranza poche ore prima. Era nostra facoltà rifiutare di trattare l’argomento ma, per spirito di collaborazione, abbiamo accettato anche questa prevaricazione.
La cosa bizzarra è che il POP è stato variato per cercare di ottenere un finanziamento di circa 3 milioni di euro, tuttavia non è stata prevista nessuna variazione di bilancio a tal proposito. In sostanza vengono previsti dei soldi per finanziare un’opera senza che nel bilancio ci sia traccia né dell’opera (la spesa) né delle risorse necessarie (l’incasso).
Speriamo soltanto che non abbiano intenzione di incassare del denaro proveniente da un finanziamento regionale “in nero”, cioè senza farlo apparire in bilancio…
Ma la cosa più sconcertante e che dimostra incontrovertibilmente l’approssimazione con cui questa giunta affronta spesso alcune situazioni, è che non si sono accorti che l’art. 3 del bando regionale recita: “SOGGETTI TITOLATI A PRESENTARE DOMANDA – Possono presentare domanda gli Enti locali, proprietari di edifici sedi di istituzioni scolastiche statali dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado, funzionanti alla data di scadenza per la presentazione delle domande.”
In sostanza i contributi sono previsti soltanto per scuole STATALI e già FUNZIONANTI, nel nostro caso la scuola è privata e paritaria!!! Al bando non è possibile partecipare per mancanza di requisiti.
Abbiamo posto il quesito all’ufficio competente della Regione Lombardia che ha confermato l’impossibilità del finanziamento.
Per realizzare questa scuola hanno prima realizzato una variante urbanistica per rendere edificabili le fasce di rispetto e giardini pubblici, approvandola a ferragosto. Ora organizzano un consiglio comunale il venerdì Santo prima della Pasqua, inserendo in tutta fretta una argomento all’ordine del giorno violando le norme che regolano il consiglio comunale per partecipare ad un bando regionale, che non hanno nemmeno letto!
Nel frattempo le sezioni dell’asilo, da nove che erano, sono diventate sette e poi otto. Segno anche questo che si sta brancolando nel buio più totale, in quattro anni non sono riusciti ancora a capire quante sezioni sono veramente necessarie.
Speriamo almeno che Rivoltiamo non abbia il coraggio di dire che Rivolta delle Idee si sia comportata scorrettamente, abbiamo sopportato ogni tipo di prevaricazione per consentirgli di realizzare il loro sogno nel cassetto, ma ora risulta evidente: non ne sono proprio capaci!

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Non abbiamo capito l’ultimo concetto….

1 Apr

OvadaCome nella “migliore” tradizione, quando arriva l’ultimo anno di mandato, all’improvviso, compaiono i soldi per fare qualsiasi tipo di opere. Asili, asfaltature strade, area feste, area fiera, lottizzazioni da 239.000 mq, ecc…
Ovviamente a questa tradizione non si poteva sottrarre questa amministrazione. L’altra sera in consiglio comunale, in occasione della presentazione del bilancio 2015, il dott. ing. Palella ha illustrato tutti i numeri del bilancio. Fate bene attenzione, il dott. ing. ha presentato solo i numeri, perché ha affermato che lui si intende solo di quelli, non è lì per fare politica. Quindi tutto quello che sottendono i numeri non è affar suo. Alla domanda del perché affermasse di non fare politica dal momento che siede in consiglio comunale da quasi 30 anni (sotto diverse bandiere, tra l’altro), non è seguita alcuna risposta da par suo.
Nella trattazione del bilancio, è emerso che quest’anno saranno disponibili più di 800.000 euro per opere pubbliche. Dopo quattro anni di programmi di lavori pubblici simili a degli encefalogrammi piatti, ora ci sono degli impulsi. E che impulsi!
Alla nostra domanda che mirava a capire da dove venissero tutti questi soldi, la risposta è stata folgorante: dall’ATR1 (la zona di espansione a sud di Rivolta). Abbiamo manifestato alcuni dubbi sulla possibilità di poter contare, entro l’anno, di tutti quegli oneri di costruzione, ma il sindaco, con fare di chi la sa lunga, ci ha rassicurati. Lui di queste cose se ne intende, molto.
Con questa convinzione in tasca torniamo a casa. Cosa troviamo nella casella della posta? Il giornalino di Rivoltiamo. Abbiamo pensato che quella era proprio la nostra giornata fortunata! Ma dopo aver letto gli articoli riguardanti “Rivolta perché no?”, restiamo un po’ confusi. Proprio ora che il sindaco ci aveva convinto. Infatti il sig. Alberto Valeri, nell’articolo di pag. 2 “Un nuovo progetto che ci coinvolge tutti” spiega quanto è bella Rivolta e come valorizzarla con un nuovo progetto di promozione. L’iniziativa contemplava anche la costruzione di nuove case nell’ATR1, abitazioni che sarebbero venute pronte “se tutto andasse bene…non prima di 2 o 3 anni…”. Ma come, il Sindaco ci aveva appena rassicurati che con i soldi degli oneri di costruzioni edificava un paese nuovo e adesso si scopre che le case saranno pronte tra 3 anni? Qualcosa non torna, ci hanno detto in consiglio che gli oneri sarebbero entrati quest’anno. Forse è sicuro che nessuno avrebbe chiesto la rateizzazione dei pagamenti? Anche se le previsioni sono di almeno 3 anni di lavori?
Ed ecco che nell’articolo successivo “Chiedono di edificare: è un loro diritto”, il dott. Calvi, sostiene che la zona di espansione potrebbe vedere i primi cantieri a fine anno. Allora in quel periodo potrebbero entrare gli oneri di costruzione per cominciare i lavori del piano delle opere pubbliche. Peccato che saremmo già al termine del bilancio 2015 e non ci sarebbe più tempo per appaltare nulla…
Per concludere, un altro saggio giornalistico del sig. Valeri, con l’articolo “Due gli obiettivi da raggiungere”. Qui spiega come promuovere l’iniziativa “Rivolta perché no?”, chiarisce i progetti di promozione territoriale con enfasi ed entusiasmo crescente. Dopo averci entusiasmato a tal punto da convincerci a votare tutti in blocco la prossima lista di Rivoltiamo alle elezioni, scopriamo che un manipolo di soggetti ha fatto naufragare miseramente l’iniziativa, che quindi viene messa in attesa di tempi migliori. Che tenacia!
Stanchi della giornata, chiudiamo il giornalino ma ecco che, occupando l’intera ultima pagina, ci appare “A rivolta perché no?”. Ma non era in attesa di tempi migliori? Forse non sapevano come riempire l’ultima pagina del giornale…con questa convinzione e un po’ delusi del fatto che avrebbero potuto dedicarla per parlar male di Rivolta delle Idee, spegniamo la luce.

I Rivoltani non meritano Rivoltiamo

1 Apr

E’ questa la considerazione che sorge spontanea dopo le esternazioni di alcuni esponenti del formidabile movimento politico.
Infatti in consiglio comunale il sindaco in persona ha affermato che i rivoltani sono maleducati perché le strade sono sporche ed i cestini sono pieni di rifiuti. Siamo d’accordo che alcuni concittadini siano veramente molto maleducati (per non dire altro) perché non perdono occasione per sporcare gli spazi pubblici, ma arrivare a dire che tutti gli abitanti siano dei maleducati… Di contro occorre dire che la pulizia non è certamente il fiore all’occhiello del comune, infatti per i residenti di certe vie, la vista di una spazzatrice è un ricordo molto lontano. Se poi ci fosse più controllo sulle vie principali, sarebbe anche meglio.
Poi arriva Alberto Valeri che dalle pagine del giornalino “Rivoltiamo” dice che, riferito ai rivoltani, “forse non siamo ancora pronti per portare avanti, come comunità, questa importante iniziativa”. L’iniziativa è “Rivolta perché no?”, miseramente fallita prima ancora di cominciare perché interferente con gli interessi dei soliti noti, alcuni dei quali sostenitori proprio di questa maggioranza. Ma piuttosto che dire la verità, incolpando una serie di soggetti ben definiti, meglio incolpare l’intera comunità di essere un po’ “indietro”. Tanto la comunità accetterà di buon grado, no?
Alla luce di tutto questo, viene naturale pensare che, forse, i rivoltani non meritano Rivoltiamo, loro sono troppo avanti, noi troppo indietro.