Archivio | gennaio, 2016

Qui qualcuno rimane…

13 Gen

No Surrender

Certi, ora, credono in altri progetti…ma qui, qualcuno rimane!

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Argini e paletti

11 Gen

Scritta

Certo che leggere gli annunci dell’assessore ai lavori pubblici, dott. Ing. Carera, fa un po’ sorridere. Su “La Provincia” di domenica 10 gennaio, annuncia il nominativo della società appaltatrice dei lavori di realizzazione dell’argine dell’Adda, quello che dovrà proteggere il nostro abitato. Il progetto e la gara sono opera dell’AIPO, non dell’amministrazione di Rivolta che, anche in questa occasione, ha fatto quello che gli riesce meglio: stare a guardare.
Il mandato elettorale sta volgendo desolatamente al termine, considerato che sul ruolino di marcia di Rivoltiamo non compare nulla, meglio farsi portavoce di opere altrui, chissà che qualcuno creda che tra i protagonisti ci sia anche questa giunta…
L’assessorato ai lavori pubblici è stato molto scarno di opere in questo lustro, infatti non sapremmo proprio per cosa ricordarlo. Forse per i proclami di un asilo che non vedremo mai, una bandiera tanto sventolata ma ritirata in sordina ed in tutta fretta, in attesa di un’utopica sovvenzione regionale per scuole materne statali (che a Rivolta, ricordiamolo, non esistono!!!).
Riemerge proprio in questi giorni anche il grande fallimento della piazza principale del nostro paese. D’accordo, non è il frutto di questa amministrazione, ma le persone che l’hanno voluta e realizzata sono piò o meno le stesse che oggi reggono le sorti della politica rivoltana. Le pietre, nonostante le colle prodigiose impiegate dal dott. Ing. Carera, continuano a sollevarsi, creando zone pericolose per i pedoni e le biciclette. Così come sono pericolose le zone adiacenti alla basilica, dove gli automobilisti più indisciplinati (o stolti) parcheggiano le auto o “tagliano” le curve mettendo a repentaglio la sicurezza dei pedoni. Questa pratica avviene tutti i giorni! Le colonnine messe dall’amministrazione Grillotti, tanto criticate, avevano una funzione importante come la salvaguardia dell’incolumità pubblica, messa a repentaglio da un progetto ed una realizzazione della piazza molto discutibile. Lascia perplessi anche la dichiarazione del sindaco Calvi apparsa sulla stampa, che difendeva il mancato riposizionamento dei paletti lamentando la difficoltà di togliere e rimettere gli elementi ogni volta.
Non stiamo parlando di un problema di fisica quantistica, stiamo parlando di pubblica incolumità, uno dei compiti principali a cui dovrebbe badare un sindaco. Sarebbe auspicabile che anziché lamentarsi per il fastidio di rimuovere e rimettere dei paletti, ci si dia da fare per trovare una soluzione al più presto, magari sostituendo i dissuasori con qualcosa di più funzionale (ne esistono anche a scomparsa, sarebbero solo da alzare o abbassare all’occorrenza). Non ci pare un lavoro molto gravoso, non ci sarebbe nemmeno il rischio di rovinare la piazza, peggio di così…e l’assessorato ai lavori pubblici ne trarrebbe anche giovamento in termini di immagine…Soprattutto si aumenterebbe il senso di sicurezza e di ordine che attualmente manca in centro.
Se dopo solo pochi anni una piazza nuova si sta distruggendo da sola, figuriamoci cosa sarebbe accaduto con una scuola materna…

Obiettivi di fine mandato

3 Gen

obiettivi

Leggiamo con curiosità, ed un pizzico di stupore, dalle pagine de “La Provincia” del 2 gennaio, le dichiarazioni del vicesindaco della giunta Rivoltiamo. Infatti vengono rivelate al pubblico, proprio ai primi giorni dell’anno, quali saranno gli obiettivi strategici di questa ultima parte del mandato inerenti i servizi.
La nostra attenzione sale per capire cos’hanno pensato quei volponi di rivoltiamo per raddrizzare la rotta deludente di questa amministrazione. Dopo più di quattro anni di promesse mai mantenute chissà quale asso nella manica caleranno.
In effetti tutti gli obiettivi che si erano posti ad inizio mandato non sono stati raggiunti: il palazzetto dello sport non sono riusciti nemmeno a pensarlo, il nuovo asilo l’hanno solo immaginato. Il centro commerciale è esattamente come l’avevamo lasciato, tuttavia sono state fatte una serie di varianti al PGT, una più strampalata dell’altra (ricordiamo l’edificabilità delle fasce di rispetto stradale ed il conseguente incremento delle aree fabbricabili, menomale che ora parlano di zero consumo del suolo…).
Ma cerchiamo di capire quali sono gli ultimi interventi strategici che la dott.ssa Nava ha rivelato alla stampa:
1. una colonnina di ricarica per auto elettriche nel parcheggio di via Giulio Cesare
2. la casa dell’acqua
Davanti a queste dichiarazioni rimaniamo basiti. In 54 mesi di mandato amministrativo se ne vengono fuori con una casetta dell’acqua ed una presa di corrente per le auto elettriche.
Ma ci domandiamo: ma quante auto elettriche circoleranno a Rivolta, con l’esigenza di ricaricarsi proprio nei pressi delle scuole? Ma l’avessero almeno messa in centro…
Avranno pensato che qualche genitore, che va a prendere il figlio a scuola con la macchina elettrica, potrebbe trovare comodo ricaricare la propria auto in attesa dell’uscita del pargolo, magari arrivando 5 ore prima del suono della campanella dell’ultima lezione…
Leggendo apprendiamo che il costo dell’operazione sarà pari a zero, in quanto a sobbarcarsi l’onere sarà un concessionario di auto e la nostra Banca di Credito Cooperativo, che presto si unirà (o verrà assorbita?) dalla BCC di Caravaggio (così nell’indifferenza più totale Rivolta perde la propria banca, un altro pezzo di storia che se ne va).
Il secondo obiettivo di capodanno è la posa della casa dell’acqua, già peraltro richiesta proprio da Rivolta delle Idee in consiglio comunale. In quel frangente però l’idea non era ancora abbastanza strategica.
Ora, invece, verrà studiato un bando di gara affinché sia selezionata una società che la installi gratuitamente. Proprio per questo immaginiamo che sarà molto complesso selezionare un soggetto perché saranno numerosissimi quelli che vorranno venire a Rivolta a mettere la propria casetta gratis. Infatti la scorsa gara (perché occorre ricordarlo che questa amministrazione ha già tentato una volta questa strada) è andata deserta…
Davanti all’imponenza di questi obiettivi di fine mandato ci sentiamo a tal punto sminuiti dal nostro ruolo di minoranza che stiamo valutando di rinunciare a fare opposizione. Ma sì, concediamogli almeno una casa dell’acqua e una presa di corrente…state solo attenti a non usarle insieme!