Archivio | febbraio, 2016

Variante al PGT secondo Rivoltiamo…

7 Feb

mulino

Stiamo leggendo i documenti che compongono l’ultima variante al PGT di Rivolta.
La nostra attenzione si focalizza subito sul complesso produttivo alle porte del centro storico: il Molino Seragni. Non per un particolare accanimento nei confronti di questa importante realtà industriale, a cui si deve riconoscere anche una storicità dell’insediamento. Piuttosto per comprendere come l’amministrazione intende affrontare il problema di una così singolare presenza nel tessuto residenziale prossimo al nucleo storico del paese, con tutte le problematiche viabilistiche, di inquinamento acustico e dell’aria (questo dovuto soprattutto al traffico di mezzi pesanti) che comporta.
L’ amministrazione Grillotti aveva previsto la possibilità di una delocalizzazione dell’attività all’esterno dell’abitato, prevedendo un’area industriale nel nuovo strumento urbanistico generale (il Piano di Governo del Territorio prendeva il posto del vecchio PRG).
Successivamente, dietro richiesta inoltrata proprio dal Molino Seragni, di ottenere la destinazione di un’area di circa 30.000 mq in fregio alla strada per Casirate per spostare l’insediamento, l’amministrazione Calvi ha previsto un comparto di circa 80.000 mq affinchè il Molino potesse trovarvi (comodo) spazio. Attualmente quei lotti conservano destinazione industriale e sono in possesso del proprietario della suddetta azienda che resta tranquillamente dove è sempre stata. Non esprimiamo commenti sulla vantaggiosità dell’operazione immobiliare.
L’unico svantaggio che però ancora affliggeva l’azienda era la destinazione prevista sull’attuale area che ospita l’attività, in quanto prevedeva la realizzazione di strutture di interesse pubblico (socio assistenziale). L’area era quindi penalizzata da un valore di mercato inferiore. Poco importa del vantaggio di aver ottenuto un’area molto grande all’esterno del centro abitato.
Con questa variante anche il suddetto problema viene superato. Infatti ora vi trova posto un “piano attuativo di rigenerazione urbana”.
Davanti ad una presentazione così, c’è da stare tranquilli che sia qualcosa di importante.
Infatti una definizione di “rigenerazione urbana” potrebbe essere la seguente:
“è un’attività mirante non solo ad una riqualificazione fisica, necessaria per rilanciare l’immagine urbana, a livello estetico, ma è affiancata da interventi di natura culturale, sociale, economica ed ambientale, finalizzati ad un incremento della qualità della vita, nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale e di partecipazione sociale”.
Gli esempi concreti rinvenibili sono molteplici e riconducibili alla definizione di cui sopra, come ad esempio l’area del Portello a Milano.
Detto questo andiamo a vedere cosa prevede nel dettaglio la normativa del PGT.
Innanzitutto occorre premettere che l’area ora non ha più destinazione per servizi ma la nuova destinazione prevista è quella residenziale, con conseguente grande incremento di valore.
Troviamo tra gli obiettivi generali del piano:
•  Prevedere la demolizione delle attuali strutture produttive (costruite a filo strada su due lati);
•  Prevedere la prosecuzione ed il completamento del percorso ciclo – pedonale proveniente dal cimitero, che in questo modo giungerà fino al margine del nucleo antico;
•  Prevedere la creazione sull’angolo tra via Alighieri e via Monte Grappa di un parcheggio pubblico a servizio sia del Nucleo Antico che del vicino Ospedale;
Già dagli obiettivi generali possiamo capire che dei contenuti della definizione sopracitata non si riscontri granché traccia, anzi, appare un mero piano di lottizzazione con la previsione di una pista ciclopedonale ed un parcheggio (come quello di via Dante…). Affermare che il parcheggio sia a servizio del “vicino” ospedale ci appare perlomeno un po’ azzardato, ma siamo pronti a “bere “ anche questa.
Proviamo a leggere gli “obiettivi specifici” del piano di rigenerazione urbana, forse quelli che lo caratterizzano veramente:
•  Si dovrà porre particolare attenzione alla creazione di ingressi nel nuovo parcheggio che non interferiscano con l’incrocio;
•  Si dovrà fare in modo che la ciclabile preveda un attraversamento sicuro verso il nucleo antico.
Secondo “Rivoltiamo” questi obiettivi specifici sono quelli che rilanceranno l’immagine urbana…

Osservando i parametri urbanistici ci accorgiamo anche di alcuni altri aspetti:

Volume ammesso= It 1,2 mc/mq
Volume aggiuntivo per intervento di rigenerazione urbana= +15%
Modalità attuativa= Piano Attuativo
Compensazione= Possibilità di dedurre il costo del parcheggio dagli oneri di urbanizzazione secondaria
Altezza degli edifici= Mt ≤ 3 piani
Rapporto di copertura= 50% della S.F.
Superficie minima filtrante= Vedi R.L.I.
Parcheggio pubblico Superficie= mq 1000

1.    L’indice volumetrico previsto è espresso sulla superficie territoriale e non sulla superficie fondiaria, come previsto per i normali ambiti residenziali del piano delle regole. Questo consente di ricavare volume anche dal parcheggio previsto tra le destinazioni. Parcheggio peraltro campito nella planimetria come “servizio” e pertanto privo di volumetria a fini residenziali.
2.   In aggiunta a quanto sopra viene assegnato un bonus ulteriore del 15% perché trattasi di intervento di rigenerazione urbana (!!!)
3.   Viene concesso di scomputare dagli oneri di urbanizzazione secondaria il costo di un’urbanizzazione primaria (il parcheggio)!!! In barba a quanto previsto all’art. 4 della L. 29 settembre 1964 n. 847 e dal comma 4 dell’art. 44 della L.R. 11 marzo 2005 n. 12. I due articoli citano espressamente come urbanizzazione primaria gli spazi di sosta o di parcheggio. Restiamo stupiti davanti ad un errore (ci auguriamo sia così) così grossolano. Suggeriamo all’amministrazione ed ai suoi tecnici di perdere un po’ di tempo per approfondire la materia, tenendo bene in considerazione anche la relativa giurisprudenza. Citiamo, tra le tante sentenze, la recente della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia del 2 aprile 2014 n. 112.

Davanti alla disamina di dati oggettivi, non ci sentiamo di esternare ulteriori commenti perché, per una gestione territoriale di questo livello, sono scontati.

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Cosa posso fare con 25.000 euro…

6 Feb

 

costo-lavoro

Venticinquemila euro sono una bella somma di denaro, sono molteplici le cose che si possono fare. Una qualsiasi persona potrebbe spenderli per un’auto nuova, una lunga vacanza e chissà che altro. Un comune potrebbe sistemare le scuole, riparare l’impianto di condizionamento del comune, incollare le pietre che si staccano dalla piazza (anche se è una battaglia persa),sistemare le aree verdi, rimettere le colonnine intorno alla chiesa per evitare che le auto parcheggino sui piedi della gente, insomma si potrebbero fare molte cose utili per la collettività. Il Comune di Rivolta d’Adda ha invece pensato bene di dare 25.000 euro (insieme a tutto il distretto del commercio) al sig. grafico per la creazione del QR code con innovativo funzionamento a supercazzola (il QR code è stato concepito così bene che confonde a tal punto il dispositivo che deve leggerlo che questo si rifiuta di continuare).
Chissà come ha speso quei 25.000 euro guadagnati il sig. grafico. Sicuramente non li ha impiegati per approfondire le sue conoscenze in merito alle centrali idroelettriche. Infatti dal suo ultimo saggio giornalistico su Verdeblu comprendiamo che ha ancora qualche idea confusa. Infatti, in apertura dell’articolo c’è la prima inesattezza. Non è affatto vero che Rivolta finalmente dispone di una centrale idroelettrica in quanto non è di sua proprietà, ma di proprietà di privati che la utilizzano per i propri fini di lucro. Rivolta non dispone proprio di un bel nulla, Rivolta si trova una centrale idroelettrica nel suo territorio, di fianco all’Adda.
Dopo aver illustrato il funzionamento di una centrale idroelettrica con la dovizia di particolari degna di uno scolaretto in visita al museo della scienza e della tecnica di Milano, descrive quanto è bello e quanto è utile avere un impianto di tal genere sulle rive dell’Adda affermando che quanto produce sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno di tutto il paese. Tralascia il fatto che di tale produzione il paese ne beneficerà a pagamento, in quanto l’energia prodotta verrà venduta e non regalata al paese. Quel tono trionfale avrebbe dovuto tenerlo se la centrale l’avesse fatta l’amministrazione comunale per soddisfare il fabbisogno del paese, non un privato che sfrutta il nostro territorio per guadagnare senza alcun vantaggio per Rivolta. Sig. grafico sa cosa fruttano alla società 6 milioni di Kw all’anno?
Il sig. grafico cita inoltre le parole di Umberto Eco, che afferma che ormai si incontrano, sui social network, orde di imbecilli che esprimono impunemente opinioni a vanvera che prima facevano al bar, dopo aver bevuto.
Noi condividiamo pienamente quanto citato nell’articolo, sui social è pieno di “profili” di persone di quella risma, però siamo anche dell’idea che è possibile estendere l’affermazione di Eco ad altri soggetti in altri campi dell’informazione, come quelli che pretendono di fare opinione su alcuni giornali di partito, senza prima avere cognizione di cosa scrivono. E’ una piaga da debellare.
Consentire la costruzione di una centrale idroelettrica, sulla riva dell’Adda, modificando la briglia in una zona delicata del fiume, disboscando una porzione di vegetazione, creando una rampa per i pesci senza considerare quelli che finiranno nella turbina, per produrre corrente su cui un’azienda ricaverà dei soldi (molti) a scapito del nostro territorio migliore, facendo passare l’intervento come ecologicamente corretto…a noi fa pensare un po’…
PS: come mai su Verdeblù viene data notizia dei lavori del nuovo metanodotto, al pari di quelli dell’argine, senza che Rivoltiamo si impossessi del merito? Il metanodotto non serve per la campagna elettorale?